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Nell’onciario di Noci, 1753, ascritta tra i beni di Pietrantonio Albanese è così descritta < masseria di 40 tomoli di terre serrate e di 30 tomoli di terre aperte, con casa ad uso di abitazione e lamioni, pagliari, trulli, fogge ad acqua e due pozzetti >

La sua denominazione deriverebbe da “serra mezzana”. Il vocabolario mezzana nel secolo XVI indicava terreni provenienti da usurpazioni consolidate del demanio, giacenti tra terreni aperti d’uso comune, dopo che venivano recise le messi. Ma per concessione regia, feudale o illegalmente la mezzana e i terreni aperti venivano serrati, cioè chiusi con muretti in pietra, diventando di proprietà privata.

Una scala dà accesso ad un portale sormontato da due volute decorative che si concludono nello stemma della famiglia Albanese, rappresentato da tre montoni sormontati da una stella in campo azzurro, recante la data di ampliamento e di abbellimento della masseria: 1760.

Dopo alterne vicissitudini della causa tra gli eredi, la masseria sul finire del sec. XVIII è assegnata a don Giambattista Albanese che la vende per una somma di 14000 ducati.

 

I testi e le ricerche storiche sono a cura del Prof. Nicola Bauer

Il materiale fotografico è a cura dell’Arch. Francesco Raffaele Tinelli